EcoFoodFertility, il nuovo modello di valutazione dell'impatto ambientale sulla salute umana

Il Falco Pellegrino: Sentinella della Salute Ambientale e Indicatore Predittivo della Salubrità degli Ecosistemi

La rivista internazionale “Environments” ha recentemente pubblicato un importante studio, frutto di una collaborazione internazionale, intitolato Understanding Environmental Contamination Through the Lens of the Peregrine Falcon (Falco peregrinus).

Questa revisione, firmata da Fabio Castagna, Luigi Montano, Renato Lombardi, Angelo Pagano, Andrea Gigliotti, Roberto Bava, Carmine Lupia, Anna Costagliola, Antonio Giordano, Ernesto Palma, Domenico Britti e Giovanna Liguori (doi.org/10.3390/environments11120264), rappresenta un passo significativo nel percorso di ricerca intrapreso dal progetto EcoFoodFertility, volto ad approfondire i biomarcatori riproduttivi come indicatori precoci e predittivi della qualità ambientale anche sul fronte veterinario, dopo averne verificato l’efficacia sull’uomo.

Lo studio si inserisce in una nuova e promettente linea di ricerca nell’ottica Global Health, che ha già visto un primo importante sviluppo con la pubblicazione di un articolo su Veterinary Science a marzo 2024, intitolato A comparative analysis of orexins in the physio-pathological processes of the male genital tract: new challenges? A review, scritto da Anna Costagliola, Luigi Montano, Emilia Langella, Renato Lombardi, Caterina Squillacioti, Nicola Mirabella e Giovanna Liguori. Questi lavori, nati dall'intuito del dottor Luigi Montano, UroAndrologo presso l’ASL di Salerno, coordinatore del Progetto di Ricerca EcoFoodFertility e della dott.ssa Giovanna Liguori, dirigente medico veterinario presso l’ASL di Foggia, aprono nuove prospettive per l’impiego di modelli animali sentinella per monitorare la salute ambientale e riproduttiva, anticipando così potenziali danni alla salute umana e che aprono la linea di ricerca veterinaria di EcoFoodFertility. Il Falco pellegrino (Falco peregrinus), con la sua fama di cacciatore veloce e implacabile, emerge come una specie chiave in questo ambito. In quanto predatore di vertice, è in grado di bioaccumulare contaminanti ambientali, fungendo così da sentinella naturale dell’ecosistema. «Monitorare la qualità dell’ecosistema attraverso la valutazione del seme di questo formidabile predatore significa disporre di un modello di valutazione più dettagliato e raffinato della salute ambientale di un territorio, e di conseguenza, un predittore della salute umana», sottolineano Montano e Liguori, autori coordinatori della ricerca. Il professor Antonio Giordano, fondatore e presidente della Sbarro Health Research Organization (SHRO) e coautore dello studio, ha ribadito l’importanza di usare i falchi pellegrini come modelli per comprendere l’impatto dei contaminanti ambientali sulla salute umana.

Ma EcoFoodFertility non si ferma qui. L’alleanza tra scienza veterinaria e studi sul rapporto Ambiente e Salute a partire da quella Riproduttiva, si estende a progetti innovativi come quello che coinvolge il professor Orlando Paciello, docente di Patologia veterinaria all’Università Federico II di Napoli, che collabora con l’Istituto Tumori Pascale su un progetto dedicato alle fonti di esposizione ambientale comuni agli uomini ed animali domestici. Gli animali sono spesso sentinelle per la salute umana, con un’attenzione particolare al sistema riproduttivo e ai biomarcatori seminali, che consentono come già documentato dagli studi di EcoFoodFertility sull’uomo, di individuare precocemente danni legati all’inquinamento ambientale. Gli animali, ed in particolare i cani, condividono con l’uomo gli stessi ambienti e gli stessi stili di vita e pertanto sono sottoposti agli stessi effetti negativi degli inquinanti ambientali sulla salute. La differenza sostanziale è che il tempo di latenza della malattia, cioè il tempo che intercorre tra l’esposizione ai fattori ambientali negativi e l’insorgenza delle malattie è molto più breve e quindi gli animali possono essere degli indicatori predittivi di ciò che può verificarsi nell’uomo, soprattutto per le patologie cronico-degenerative ed i tumori.

Inoltre, lo studio sul sistema riproduttivo negli animali, sia domestici che selvatici, e la gestione di eventuali alterazioni della fecondità, non solo permette di avere dati precoci sulla presenza nell’ambiente di sostanze dannose per gli animali e per l’uomo ma rappresenta anche un’azione di prevenzione e tutela della biodiversità preservando la capacità riproduttiva delle specie animali”: dichiara il prof. Paciello.

In sintesi, il lavoro sui falchi pellegrini sottolinea quanto sia vitale studiare questa specie per comprendere l’interconnessione tra ambiente, salute animale e salute umana, rappresentando un’applicazione concreta del modello One Health. L’approccio multidisciplinare, che unisce ricercatori di diversi ambiti e background culturali, è fondamentale per sviluppare modelli innovativi per la protezione della salute pubblica, la quale non può prescindere da una salute ambientale sana e sostenibile.